Euro-dollaro: minimo intraday a 1,1660

La giornata del 6 gennaio 2026 si colloca in un contesto di mercato caratterizzato da un clima relativamente più favorevole al rischio rispetto alle settimane precedenti, pur restando presenti importanti fattori di incertezza geopolitica ed economica. I mercati valutari sono dominati dall’andamento del dollaro USA, che continua a mostrare segnali di debolezza, sostenendo le principali controparti, tra cui l’euro.

Sul fronte macro e geopolitico, persistono tensioni internazionali in diverse aree del mondo, ma gli investitori sembrano concentrarsi soprattutto sulle aspettative di politica monetaria statunitense. Cresce infatti l’idea che la Federal Reserve possa adottare un atteggiamento meno restrittivo nel corso del 2026, soprattutto se i dati macroeconomici continueranno a mostrare segnali di rallentamento. Questo scenario pesa sul dollaro e favorisce un clima più “risk-on”, con beneficio per l’euro e per gli asset europei. In Europa, le prospettive economiche appaiono più stabili, con la BCE orientata a una linea prudente e meno aggressiva rispetto alla Fed.

Analisi tecnica EUR/USD

Dal punto di vista tecnico, EUR/USD si muove oggi in area 1,17–1,1750, dopo una fase di leggera correzione nel breve periodo. Il quadro di fondo resta costruttivo, anche se nel brevissimo termine il cambio mostra una struttura di consolidamento. Gli indicatori suggeriscono una fase di equilibrio: il momentum non è eccessivo e lascia spazio sia a un rimbalzo sia a ulteriori movimenti correttivi.

I livelli di supporto principali si collocano in area 1,1685, considerata una zona chiave per la tenuta del movimento rialzista di medio periodo. Una discesa sotto questo livello, soprattutto se accompagnata da una rottura di 1,1650, potrebbe aprire la strada a una correzione più profonda. Sul lato opposto, le resistenze più rilevanti si trovano tra 1,1800 e 1,1855: un superamento deciso di quest’area rafforzerebbe il bias rialzista, con possibili estensioni verso 1,19.

Scenari di mercato

Lo scenario principale prevede una prosecuzione della fase di consolidamento con lieve inclinazione rialzista, favorita dalla debolezza del dollaro e da aspettative di politica monetaria più accomodante negli Stati Uniti. In questo caso, la rottura delle resistenze potrebbe rilanciare l’euro nel breve-medio termine. Lo scenario alternativo rimane legato a un rafforzamento improvviso del dollaro, magari in seguito a dati macro USA più forti del previsto, che potrebbe riportare EUR/USD sotto i supporti chiave.

In sintesi, al 6 gennaio 2026 il cambio EUR/USD si trova in una fase tecnica delicata ma complessivamente equilibrata, sostenuto da fattori fondamentali favorevoli all’euro, mentre il breve termine resta guidato dalla reazione del mercato ai livelli tecnici e alle prossime indicazioni macroeconomiche.

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