Parallelamente, i mercati azionari globali hanno mostrato debolezza — in particolare negli Stati Uniti, dove il forte calo dei titoli tecnologici e il sentiment risk-off hanno contribuito ad aumentare la pressione ribassista sul dollaro. Sul fronte europeo, la presidente della BCE Christine Lagarde ha dichiarato che l’economia dell’Eurozona sta mostrando resilienza e che le proiezioni di crescita potrebbero essere nuovamente riviste al rialzo. Stabilità e fiducia della BCE, insieme alla debolezza della valuta americana, hanno rafforzato ulteriormente il cambio EUR/USD.
Dal punto di vista tecnico, l’EUR/USD ha esteso il movimento rialzista rompendo resistenze chiave situate intorno a 1,1680, consolidando sopra questi livelli e raggiungendo un massimo giornaliero vicino a 1,1707. Gli indicatori tecnici confermano la fase positiva: il prezzo si mantiene sopra medie mobili significative che fungono da supporto dinamico, mentre il momentum mostra segnali di continuazione del trend. Il quadro tecnico evidenzia resistenze importanti a 1,1750 e 1,1800, che rappresentano i target naturali in caso di proseguimento della spinta rialzista. Sul lato opposto, i supporti più rilevanti si trovano a 1,1680–1,1650 e più in basso a 1,1600, livelli che segnalerebbero un indebolimento del trend in caso di rottura.
Nel complesso, la coppia EUR/USD beneficia contemporaneamente di fondamentali favorevoli all’euro e di un contesto macro che penalizza il dollaro. Finché il cambio rimarrà sopra 1,1680, lo scenario tecnico rimarrà orientato al rialzo con potenziali estensioni verso 1,1750 e 1,1800. Tuttavia, dati macroeconomici americani in arrivo e i prossimi interventi sia della Fed sia della BCE rimangono elementi cruciali per determinare la direzione nelle prossime sedute.