Euro-dollaro: a ridosso delle resistenze

Al 10 dicembre 2025, il cambio EUR/USD si muove in una fase di cautela e consolidamento, con il mercato in attesa delle decisioni della Federal Reserve. Il cross quota attorno a 1,1640–1,1650, mostrando una volatilità contenuta mentre gli operatori valutano le prospettive di politica monetaria statunitense e l’evoluzione dei dati macroeconomici.

Dal punto di vista delle notizie di mercato, il dollaro resta sostenuto dalle aspettative sui rendimenti obbligazionari USA, che limitano la forza dell’euro nel breve periodo. Secondo fonti come Reuters, il sentiment globale è improntato alla prudenza: una comunicazione più “hawkish” della Fed potrebbe rafforzare ulteriormente il dollaro, mentre un tono più accomodante potrebbe favorire un temporaneo recupero dell’euro. Le analisi diffuse da FXEmpire indicano che il cambio rimane intrappolato in una zona di equilibrio, senza una direzione dominante chiara fino a nuovi catalizzatori macro.

Sul fronte dell’analisi tecnica, EUR/USD si trova all’interno di un range ben definito. I supporti principali sono individuabili in area 1,1600–1,1550, una zona che in passato ha favorito rimbalzi tecnici. La resistenza più rilevante si colloca tra 1,1700 e 1,1750: solo una rottura netta di questi livelli potrebbe aprire spazio per un movimento verso 1,1800. Finché i prezzi restano sotto questa fascia, la struttura tecnica suggerisce una fase di congestione, con un rischio leggermente orientato al ribasso nel caso in cui il dollaro dovesse rafforzarsi ulteriormente.

Nel breve periodo, lo scenario più probabile è un movimento laterale tra 1,1550 e 1,1700, in attesa delle decisioni della Federal Reserve e dei prossimi dati su inflazione e mercato del lavoro negli Stati Uniti. In ottica di medio termine, una Fed meno aggressiva potrebbe favorire un ritorno verso i massimi di area 1,18, mentre dati macro USA più forti del previsto aumenterebbero il rischio di una discesa verso la zona 1,1500.

In sintesi, EUR/USD si trova in una fase di equilibrio delicato: la direzione del prossimo movimento significativo dipenderà soprattutto dalle indicazioni della Federal Reserve e dalla forza relativa tra economia statunitense ed eurozona.

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