Euro-dollaro: adeguamento

Il cambio EUR/USD si muove oggi intorno a 1,1638, sostenuto principalmente dalla debolezza del dollaro USA e dalle aspettative dei mercati su possibili tagli dei tassi da parte della Federal Reserve nel 2026. L’atteggiamento attendista della Fed e l’indebolimento del biglietto verde hanno permesso all’euro di recuperare terreno nelle ultime sedute. A questo si somma un recente rialzo dell’inflazione nell’Eurozona, che rende meno probabile un rapido allentamento della politica monetaria da parte della BCE e contribuisce a fornire un moderato supporto alla valuta europea.

Nonostante il tono positivo, alcuni analisti sottolineano che la spinta rialzista dell’euro potrebbe rimanere limitata nel breve periodo. La prossima zona decisiva è quella compresa tra 1,1650 e 1,1670, la quale rappresenta la resistenza chiave che il mercato deve superare per confermare una nuova fase rialzista. Se questa area dovesse essere violata con decisione, il cambio potrebbe puntare verso 1,17 – 1,1740, con estensioni possibili fino a 1,18 in caso di ulteriore debolezza del dollaro.

Sul fronte tecnico, il quadro appare neutrale-rialzista. I supporti principali sono situati in area 1,1565 – 1,1520, livelli su cui potrebbero verificarsi rimbalzi in caso di correzione. Un eventuale cedimento di questa zona aprirebbe la strada verso supporti più profondi compresi tra 1,1480 e 1,1400, scenario che si realizzerebbe soprattutto se i dati economici statunitensi dovessero sorprendere al rialzo rafforzando il dollaro.

Nei prossimi giorni l’attenzione dei mercati sarà rivolta ai dati macro USA (occupazione, inflazione, ISM) e ai nuovi aggiornamenti sull’inflazione europea. Qualsiasi sorpresa da parte della BCE o della Fed potrebbe imprimere nuovi impulsi al cambio. Per ora, il bilancio complessivo rimane leggermente favorevole all’euro, ma il superamento della resistenza a 1,1650 sarà decisivo per determinare se il movimento rialzista potrà proseguire con maggiore forza.

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