L’oro inizia la nuova settimana incrementando il trend positivo

L’inizio di dicembre porta un clima di prudenza sui mercati globali. Gli investitori attendono nuovi dati macroeconomici dagli Stati Uniti, in particolare l’indice manifatturiero ISM, che potrebbe incidere sull’andamento del dollaro e degli asset rifugio. L’attenzione rimane focalizzata sulla Federal Reserve: le aspettative di un possibile taglio dei tassi sono aumentate significativamente, con probabilità stimate intorno all’87%. Questo orientamento accomodante spinge gli operatori verso posizioni più difensive e sostiene la domanda di oro.

La combinazione tra un dollaro debole, la crescente avversione al rischio e l’ipotesi di una riduzione del costo del denaro negli Stati Uniti ha portato l’oro ai massimi di sei settimane, rafforzando ulteriormente il suo ruolo come bene rifugio. Tuttavia, alcuni analisti avvertono che dati economici USA più solidi del previsto potrebbero determinare un rimbalzo del dollaro, limitando il potenziale rialzista dell’oro nel brevissimo termine.

Situazione attuale di XAU/USD

Nella sessione odierna del 1 dicembre 2025, l’oro spot viene scambiato intorno a 4.249 USD per oncia, confermando il trend rialzista sviluppatosi nelle ultime settimane. Le proiezioni indicano un possibile movimento del prezzo all’interno di un range compreso tra 4.005 e 4.374 USD, con una struttura tecnica orientata al rialzo, sostenuta dal sentiment macroeconomico favorevole.

L’aspettativa di tassi più bassi diminuisce il rendimento degli asset a interesse e rende l’oro più competitivo. Inoltre, l’incertezza sui mercati e il deterioramento del sentiment di rischio intensificano la domanda di asset rifugio, contribuendo a mantenere il metallo prezioso su livelli elevati.

Cosa monitorare

Nei prossimi giorni saranno decisivi:

l’esito dell’indice ISM manifatturiero USA,

eventuali dichiarazioni della Federal Reserve,

l’evoluzione del risk sentiment globale.

Eventuali conferme di una Fed più accomodante potrebbero spingere XAU/USD verso nuovi massimi; al contrario, un rafforzamento del dollaro legato a dati economici solidi potrebbe esercitare pressione ribassista.

Lascia un commento