Il mercato delle criptovalute, al 26 novembre 2025, mostra segnali di stabilizzazione dopo settimane di forte volatilità e vendite aggressive. Bitcoin ed Ethereum guidano un rimbalzo moderato, mentre il resto del comparto, in particolare le altcoin di piccola e media capitalizzazione, continua a muoversi con maggiore difficoltà. Questo recupero prudente è sostenuto dalle crescenti aspettative che la Federal Reserve possa procedere a un nuovo taglio dei tassi, scenario che generalmente favorisce gli asset più rischiosi come le criptovalute.
Bitcoin si attesta nella fascia degli 87.500–88.000 dollari, dopo aver rimbalzato dai minimi recenti vicino agli 85.000 dollari. Alcuni indicatori evidenziano un miglioramento del momentum: la pressione ribassista si sta attenuando e il mercato sta tentando di riequilibrarsi dopo un periodo di forte stress. Tuttavia, gli analisti avvertono che il recupero resta fragile. Le vendite da parte delle “whale”, i grandi detentori di BTC, continuano a rappresentare un pericolo concreto: una nuova ondata di liquidazioni potrebbe riportare il prezzo verso la fascia dei 70.000–80.000 dollari, descritta da diversi operatori come un potenziale livello di “flush finale” delle posizioni in leva.
Dal punto di vista tecnico, Bitcoin trova un’area di supporto importante tra 85.000 e 86.500 dollari, il cui mantenimento potrebbe favorire un nuovo impulso rialzista. La prima resistenza significativa rimane quella dei 90.000 dollari: un superamento netto di questa zona potrebbe segnalare un ritorno di fiducia nel mercato e aprire la strada a ulteriori rialzi.
Ethereum segue un percorso simile, mostrando un miglioramento parallelo a quello di Bitcoin, ma con una struttura tecnica più delicata. L’altcoin risulta più sensibile alle variazioni del sentiment di mercato e alle condizioni macroeconomiche generali. Le altcoin nel loro complesso restano in una fase più instabile: mancanza di liquidità, volatilità e pressione delle vendite rendono il loro recupero più complesso e irregolare.
A livello macro, il settore crypto è ancora profondamente legato alle dinamiche dei mercati finanziari tradizionali. Le aspettative su tassi e inflazione negli Stati Uniti giocano un ruolo centrale nella direzione del mercato, così come eventuali shock geopolitici o variazioni nel comportamento degli investitori istituzionali. Una dimostrazione della fragilità dell’ecosistema arriva dal caso MicroStrategy, la cui strategia basata sull’accumulo di Bitcoin sta mostrando limiti evidenti: il crollo del suo “premium” rispetto al valore degli asset in BTC sottostanti mette in luce la vulnerabilità dei modelli aziendali troppo esposti alla volatilità del mercato.
In conclusione, il mercato delle criptovalute si trova in una fase di rimbalzo cauto, sostenuto da attese di condizioni macro più favorevoli ma ancora minato da rischi significativi. Il comportamento delle whale, l’evoluzione dei tassi USA e la reazione dei mercati globali saranno elementi chiave per determinare se questa ripresa potrà trasformarsi in un trend rialzista più duraturo o se, al contrario, il settore dovrà affrontare nuove fasi di correzione profonda.