L’oro si muove oggi in un clima di incertezza controllata, oscillando nell’area 4.050–4.075 USD/oncia. Il metallo prezioso registra un lieve calo giornaliero, influenzato principalmente dal rafforzamento del dollaro statunitense, che si mantiene vicino ai massimi degli ultimi sei mesi . Questo apprezzamento del dollaro rende l’oro più costoso per gli acquirenti in altre valute, riducendo la domanda nel breve termine.
Le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, pur ancora presenti, si sono indebolite: la probabilità di una riduzione a dicembre è scesa dal 74% al 69%, segnalando un mercato meno convinto della svolta accomodante della banca centrale . Gli operatori restano in attesa dei prossimi dati macroeconomici statunitensi — in particolare PPI e vendite al dettaglio — che potrebbero ridefinire le aspettative sulle mosse della Fed nei prossimi mesi .
Il quadro fondamentale rimane quindi misto: un dollaro forte e tassi reali ancora elevati frenano l’oro, mentre la possibilità di futuri tagli della Fed continua a fornire un sostegno di fondo, seppur più moderato rispetto alle settimane precedenti. Nel complesso il mercato appare in fase di consolidamento, con scarsa direzionalità e forte attenzione ai prossimi driver macroeconomici .
Analisi Tecnica
Dal punto di vista tecnico, XAU/USD rimane confinato in un’area di consolidamento:
Supporto primario: zona 4.030–4.000 USD, sostenuta anche dalla trendline ascendente di ottobre e da indicatori dinamici importanti. Una rottura sotto questi livelli aprirebbe spazio verso 3.900 USD e successivamente 3.845 USD .
Resistenze chiave: prima area critica a 4.080–4.100 USD; un breakout deciso sopra questo intervallo potrebbe proiettare i prezzi verso 4.150–4.200 USD, con possibilità di estensione verso 4.250 USD in caso di forte momentum .
Momentum: oscillatori come RSI suggeriscono neutralità e perdita di forza direzionale; prevale una struttura tecnica di compressione (triangolo/coil), coerente con un imminente movimento direzionale una volta che i dati macro sbloccheranno il mercato.
Sintesi Operativa
Nel breve termine il bias sembra neutrale-leggermente rialzista, finché i prezzi rimangono sopra 4.030–4.000 USD. Tuttavia, l’assenza di catalizzatori macro impedisce un’accelerazione significativa. Possibili scenari:
Bullish solo sopra 4.100 USD, con target progressivi fino a 4.200–4.250 USD.
Ribassista sotto 4.030 USD, con possibilità di testare 3.900 USD e livelli inferiori.
Range-bound altamente probabile fino ai prossimi dati USA, con oscillazioni contenute tra 4.030 e 4.100 USD.