Il mercato delle criptovalute attraversa una fase delicata e ad alta volatilità. Nelle ultime giornate Bitcoin è sceso sotto la soglia dei 90.000 USD per la prima volta in sette mesi, segnando una correzione di circa il 30% rispetto al massimo storico di ottobre oltre 126.000 USD. Il movimento ribassista è stato accompagnato da una significativa ondata di prese di profitto, riduzione del rischio e volatilità improvvisa. Allo stesso tempo, gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato volumi di trading record superiori ai 40 miliardi di dollari, guidati dal fondo IBIT di BlackRock, segno di un mercato in forte agitazione e con flussi istituzionali contrastanti.
La pressione non riguarda solo Bitcoin: anche Ethereum e le principali altcoin mostrano debolezza, con importanti deflussi dagli ETF e un sentiment complessivo molto prudente. Alcuni mercati secondari hanno evidenziato liquidazioni significative e un generale “raffreddamento” della domanda, in una fase di incertezza in cui gli investitori preferiscono attendere. Nonostante questo clima, l’ecosistema continua a espandersi: oggi il Singapore Exchange ha introdotto nuovi futures perpetui su Bitcoin ed Ethereum dedicati agli investitori istituzionali, un segnale che le infrastrutture finanziarie tradizionali continuano a integrare le crypto nei loro prodotti.
Analisi Tecnica e Livelli di Mercato
Bitcoin (BTC) rimane il principale barometro del sentiment: dopo essere scivolato sotto i 90.000 USD, ha toccato minimi in area 80.000–83.000 USD prima di recuperare verso 87.000 USD. Questo intervallo rappresenta ora un supporto cruciale: finché regge, è possibile una fase di consolidamento o di accumulo. La resistenza immediata si colloca tra 90.000 e 92.000 USD: una rottura sopra questa zona potrebbe indicare l’esaurimento della correzione, mentre il mancato superamento suggerirebbe la prosecuzione della fase di incertezza.
Per quanto riguarda Ethereum (ETH) e le principali altcoin, la struttura tecnica resta fragile. Ethereum si muove vicino ai suoi supporti critici sotto la soglia dei 3.000 USD, mentre molte altcoin stanno testando livelli minimi plurimensili, penalizzate anche da importanti “token unlock” in arrivo per oltre 500 milioni di dollari complessivi, eventi che spesso aumentano la pressione ribassista. Nel complesso il mercato sembra orientato verso un possibile periodo di consolidamento dopo le recenti turbolenze, ma con un sentiment ancora inclinato alla cautela.
Sintesi
Il quadro generale del 24 novembre 2025 è quello di un mercato crypto in fase correttiva, con volatilità elevata, flussi contrastanti e investitori ancora timorosi. Tuttavia, la presenza di supporti tecnici importanti, unita alla riduzione graduale della pressione venditrice, suggerisce che potremmo avvicinarci a una fase di stabilizzazione. Ogni ripresa significativa richiederà però conferme concrete: miglioramento del sentiment, riduzione dei deflussi istituzionali e contesto macro più favorevole.