Euro-dollaro: pressione ribassista e supporto critico

Il cambio EUR/USD al 21 novembre 2025 mostra una configurazione fragile, condizionata sia da fattori macroeconomici sia da dinamiche tecniche che continuano a favorire il dollaro. L’euro ha recentemente toccato un minimo intorno a 1,1520, tentando un rimbalzo moderato, ma rimane inserito in un trend discendente, appesantito dalla debolezza della crescita europea e dalla minore propensione della BCE a una politica monetaria più aggressiva. Sul fronte statunitense, il dollaro resta sostenuto da rendimenti solidi e da un atteggiamento della Fed meno accomodante del previsto. I mercati prezzano una probabilità relativamente bassa di un taglio dei tassi nel breve termine, mentre i prossimi dati macro — in particolare i PMI USA — mantengono alta l’attenzione degli investitori.

Un punto di lieve sostegno all’euro arriva dal dato sulla fiducia dei consumatori dell’Eurozona, rimasto stabile a –14,2 e al livello più alto da diversi mesi. Tuttavia, questo non è bastato a invertire lo squilibrio tra una Fed più orientata al contenimento e una BCE più prudente, squilibrio che continua a premiare il biglietto verde.

Sul piano tecnico, EUR/USD si muove al di sotto delle principali medie mobili di breve periodo, segnalando un mercato dominato dai venditori. Il supporto cruciale si trova in area 1,1500: una sua rottura potrebbe aprire la strada a ulteriori discese verso 1,1480 e 1,1440, livelli considerati i successivi punti di controllo. Al rialzo, le resistenze principali si collocano tra 1,1560 e 1,1585; solo una rottura convinta di quest’area potrebbe permettere un recupero verso 1,1640–1,1650, anche se tale scenario richiederebbe un cambiamento significativo nel momentum e nelle aspettative macro.

Al momento, la struttura suggerisce che il percorso di minor resistenza rimane verso il basso. Tuttavia, non è escluso che si sviluppi un periodo di consolidamento laterale tra 1,1500 e 1,1585 finché non emergerà un catalizzatore più forte. In sintesi, EUR/USD si muove in un contesto delicato, dove la sostenibilità del supporto a 1,1500 determinerà se assisteremo a una prosecuzione della fase ribassista o a un rimbalzo tecnico più strutturato.

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