Il mercato delle criptovalute, al 21 novembre 2025, attraversa una fase di marcata debolezza, caratterizzata da una brusca correzione generalizzata. Bitcoin è sceso sotto la soglia degli 86.000 dollari, segnando un calo di circa il 7% nelle ultime 24 ore, mentre l’intero comparto registra una diminuzione della capitalizzazione di mercato intorno al 6%. Anche Ethereum segue la stessa dinamica, arretrando verso l’area dei 2.800 dollari dopo aver rotto importanti supporti.
Le cause principali di questo movimento sono riconducibili a un contesto macroeconomico incerto, alla riduzione della liquidità nei mercati globali e alla crescente avversione al rischio. Una parte significativa della pressione discende dalla liquidazione di posizioni speculative e dall’uscita di investitori a leva, fenomeno che accentua la volatilità. Dalle ultime dichiarazioni del CEO di Binance, Richard Teng, emerge che la volatilità vista su Bitcoin non rappresenta un’anomalia del settore crypto, ma è paragonabile a quella osservata in altre classi di asset in un periodo di forte riallocazione.
Nonostante la correzione, alcuni analisti ritengono che il mercato possa trovarsi più in una fase di consolidamento che di capitolazione, poiché la struttura di medio periodo non ha ancora mostrato un’inversione ribassista definitiva. Tuttavia, nel breve termine il quadro tecnico rimane delicato.
Sul fronte dell’analisi tecnica, Bitcoin mostra una chiara impostazione ribassista, con il prezzo all’interno di un canale discendente e con indicatori di momentum che segnalano condizioni di ipervenduto. Il livello di supporto critico è identificato attorno a 85.000 dollari: una sua tenuta potrebbe favorire una fase di consolidamento tra 85.000 e 100.000 dollari, mentre una rottura decisa aprirebbe spazio a discese verso area 75.000 dollari. Le resistenze principali si collocano tra 92.000 e 92.500 dollari.
Ethereum, dal canto suo, ha confermato un trend ribassista più marcato, rompendo il supporto dei 2.900 dollari e scendendo verso l’area 2.750–2.800. Tutte le principali medie mobili puntano verso il basso e gli indicatori tecnici mostrano pressione negativa costante. Per tornare in un’area più costruttiva, ETH dovrebbe recuperare almeno la soglia dei 3.000 dollari, con ulteriori resistenze a 3.100–3.200.
Nel complesso, il mercato crypto sta vivendo una fase di risk-off pronunciata, in cui i livelli chiave di supporto saranno determinanti nel delineare se questa correzione si trasformerà in un’inversione ribassista più profonda o se sarà l’ennesima pausa prima di un nuovo tentativo di ripresa. Se ti interessa, posso estendere la panoramica includendo anche Solana, XRP, ADA o altre altcoin.