Euro-dollaro: la struttura resta travagliata

L’EUR/USD si muove intorno all’area di 1,1580, mostrando un modesto rimbalzo ma mantenendo un’impostazione fragile, condizionata dalla forza del dollaro USA e da una prospettiva economica europea poco brillante. Il biglietto verde rimane sostenuto grazie alle aspettative che la Federal Reserve manterrà un approccio meno accomodante del previsto: le probabilità di un taglio dei tassi a dicembre si sono ridotte e gli investitori attendono con attenzione i verbali della Fed e i nuovi dati sul mercato del lavoro statunitense. Questi fattori rafforzano il dollaro e limitano il potenziale rialzista della coppia.

Dal lato europeo, il contesto macroeconomico appare più debole: crescita rallentata, inflazione non pienamente stabilizzata e segnali misti nelle economie principali dell’area euro contribuiscono a un sentiment meno favorevole. Questo squilibrio tra le due sponde dell’Atlantico pesa sulla struttura tecnica dell’EUR/USD, che ha mostrato un deterioramento rompendo al ribasso la media mobile a 50 giorni e perdendo parte della sua precedente fase correttiva.

Sul piano tecnico, la coppia evidenzia un bias ribassista moderato. Il supporto chiave da monitorare è la zona tra 1,1550 e 1,1565: finché questa area tiene, è possibile un tentativo di recupero, ma una rottura al ribasso aprirebbe la strada verso obiettivi come 1,1500 o, in estensione, 1,1465. Sul lato opposto, per neutralizzare la pressione ribassista, il cambio dovrebbe riportarsi sopra 1,1610 e puntare poi verso la resistenza più ampia tra 1,1650 e 1,1660. Gli indicatori tecnici offrono segnali misti: le medie mobili di breve periodo mostrano ancora un orientamento positivo, ma il contesto più ampio rimane sfavorevole.

In conclusione, l’EUR/USD si trova in una fase di equilibrio precario: prevale una dinamica ribassista legata alla forza del dollaro, ma il supporto tecnico critico mantiene ancora aperta la possibilità di un recupero. Le prossime pubblicazioni macroeconomiche statunitensi e le indicazioni della Federal Reserve saranno decisive nel determinare la direzione prevalente nelle prossime sessioni.

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