Il mercato delle criptovalute vive oggi una delle giornate più turbolente degli ultimi mesi. Bitcoin scende sotto i 100.000 USD, toccando il livello più basso da maggio, mentre Ethereum precipita verso l’area 3.200–3.300 USD. La correzione non è isolata né casuale: si inserisce in un contesto caratterizzato da tensioni macroeconomiche, scadenze di derivati e un improvviso peggioramento del sentiment.
Una delle cause principali della pressione ribassista è la scadenza odierna di circa 5 miliardi di dollari in opzioni su BTC ed ETH, che alimenta la volatilità e spinge molti operatori a chiudere o ribilanciare posizioni. Contemporaneamente, le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve si sono raffreddate, aumentando l’avversione al rischio e indebolendo il flusso di capitali verso gli asset digitali.
Bitcoin (BTC) – Analisi tecnica
Bitcoin ha perso un supporto psicologico decisivo rompendo al ribasso la soglia dei 100.000 USD. Gli indicatori tecnici mostrano un momentum debilitato:
RSI in fase di ipervenduto, segnale di forte pressione ribassista;
MACD e volumi orientati al sell-off;
rottura di supporti dinamici come la media mobile EMA50.
I livelli da monitorare sono:
$95.000–100.000: area in cui può verificarsi un eventuale rimbalzo tecnico;
$87.000: supporto critico, la cui rottura indebolirebbe drasticamente la struttura rialzista.
Un eventuale recupero del sentiment potrebbe invece riaprire la strada verso resistenze più alte, con alcuni analisti che indicano target teorici fino a $138.000 in caso di rimbalzo sostenuto.
Ethereum (ETH) – Analisi tecnica
ETH segue il movimento ribassista generale, perdendo rapidamente terreno verso i $3.200–3.300. Nonostante il calo, alcune “whales” risultano in fase di accumulo — un potenziale segnale di fiducia nel medio periodo.
Punti chiave:
supporto tecnico in area $3.400 ora messo alla prova;
resistenza significativa tra $3.900–4.000, necessaria per un’inversione convincente;
momentum debole e pressione delle vendite evidente;
possibili catalizzatori di medio periodo legati agli sviluppi della rete e all’upgrade Fusaka.
Se ETH scende sotto i $3.200, potrebbe aprirsi un periodo di volatilità accentuata e di estensione della fase correttiva.
Panoramica generale
Il quadro complessivo indica una correzione significativa per il settore crypto, aggravata da dinamiche macro, scadenze dei derivati e sentiment negativo. Alcuni segnali, come l’accumulo di ETH da parte di grandi investitori, suggeriscono però che il mercato non è abbandonato dagli attori istituzionali.
Al momento, la prudenza appare la strategia migliore: livelli chiave sono sotto pressione e i segnali di inversione non sono ancora solidi. Rimane aperta la possibilità di rimbalzi tecnici, ma un ulteriore indebolimento dei supporti potrebbe dare il via a un’estensione della fase ribassista.