L’euro-dollaro (EUR/USD) si muove in area 1,156–1,1570, dopo un rimbalzo dal minimo recente di circa 1,1470. Il cambio beneficia di un dollaro USA indebolito da dati occupazionali americani più deboli del previsto, che hanno ridotto le aspettative su un ulteriore inasprimento della politica monetaria della Federal Reserve. Tuttavia, l’incertezza resta alta: la Fed mantiene un tono prudente di fronte a un’inflazione ancora persistente, mentre in Europa la Banca Centrale Europea (BCE) potrebbe mantenere tassi elevati più a lungo, sostenuta da segnali di ripresa dell’economia tedesca.
Sul fronte tecnico, la coppia mostra segnali di consolidamento con una leggera inclinazione rialzista. Il supporto chiave si colloca in area 1,1540-1,1550, mentre la resistenza immediata è in zona 1,1600, con un potenziale obiettivo più ampio a 1,1725 in caso di prosecuzione del rialzo. Le medie mobili (MA5, MA10, MA20, MA50, MA100 e MA200) indicano complessivamente una tendenza al “Buy”, mentre l’RSI si mantiene attorno a 56, segnalando una moderata forza rialzista. Il MACD è leggermente positivo e l’ADX intorno a 16-20 suggerisce una tendenza ancora debole.
Nonostante il rimbalzo, alcuni analisti ritengono che la forza del movimento sia limitata e che possa trattarsi di una correzione temporanea all’interno di un trend di fondo ancora ribassista. Una violazione del supporto a 1,1540 potrebbe infatti riaprire la strada verso 1,1380–1,1345.
Nel complesso, il quadro tecnico rimane moderatamente rialzista nel breve periodo, ma ribassista sul medio termine. Il mercato appare in una fase di equilibrio precario, in attesa di nuovi dati macroeconomici e delle prossime mosse di Fed e BCE.
In sintesi: il supporto a 1,1540 rappresenta il punto di svolta cruciale. Finché regge, il potenziale di recupero verso 1,1600 e 1,1725 resta valido; sotto tale soglia, tornerebbe in primo piano il rischio di un ritorno verso 1,14-1,13.