Il cambio euro/dollaro (EUR/USD) si muove oggi in leggera flessione, riflettendo un contesto macroeconomico che continua a favorire il biglietto verde. La giornata del 5 novembre 2025 è caratterizzata da dati contrastanti provenienti dall’Eurozona e da un clima di cautela sui mercati globali.
Contesto macroeconomico
La produzione industriale francese ha sorpreso positivamente con un incremento dello 0,8 % mensile, ben oltre le attese (+0,1 %), offrendo un segnale di resilienza all’economia europea. Tuttavia, i mercati restano orientati verso l’avversione al rischio: gli indici azionari statunitensi, in particolare il comparto tecnologico, sono in calo, spingendo gli investitori a rifugiarsi nel dollaro.
La divergenza di politica monetaria tra la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea continua a pesare sul cambio. La Fed mantiene tassi reali elevati e un atteggiamento restrittivo, mentre l’Eurozona affronta una crescita ancora debole, con margini di manovra più limitati per la BCE. Gli operatori attendono oggi i dati statunitensi sull’occupazione ADP e l’indice ISM dei servizi, che potrebbero influenzare ulteriormente la direzione del mercato forex.
Analisi tecnica
Sul piano tecnico, EUR/USD mostra una struttura prevalentemente ribassista. Le medie mobili a 50, 100 e 200 periodi indicano ancora “sell”, mentre l’RSI a 44 riflette un momentum moderatamente negativo. Il MACD conferma una tendenza discendente, con l’ADX intorno a 30-35 che segnala la presenza di un trend in consolidamento.
I livelli tecnici da monitorare per la giornata:
– Resistenze: 1.1550 – 1.1600, zona chiave per un eventuale rimbalzo.
– Supporti: 1.1450 – 1.1400, area che, se violata, potrebbe aprire la strada verso 1.1300.
Un ritorno sopra 1.1550 rafforzerebbe lo scenario di recupero fino a 1.1700, ma per ora la probabilità resta bassa. Al contrario, una rottura al di sotto di 1.1450 confermerebbe la prosecuzione del trend ribassista di breve periodo.
Conclusione
L’orientamento per la giornata e per il breve termine resta moderatamente ribassista. Il dollaro beneficia ancora del differenziale dei tassi e della solidità economica statunitense, mentre l’euro rimane vulnerabile a nuovi dati macro deludenti. Solo un miglioramento deciso degli indicatori europei o un indebolimento della Fed potrebbe invertire il quadro attuale.
In sintesi, EUR/USD si trova in una fase di pressione discendente, con target tecnici verso 1.1450 e 1.1400, e con potenziali rimbalzi limitati finché il dollaro manterrà il suo vantaggio strutturale.