Analisi fondamentale e tecnica del 3 novembre 2025
La giornata del 3 novembre 2025 si apre con un mercato valutario dominato dalla forza del dollaro americano e da un euro in fase di consolidamento. Il cambio EUR/USD si muove intorno a quota 1,151 USD, mantenendo un tono debole dopo aver perso il supporto tecnico di area 1,1535. La pressione ribassista deriva principalmente dalle aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve e dalla fragilità della crescita nell’Eurozona.
Contesto macroeconomico
Il dollaro rimane vicino ai massimi degli ultimi tre mesi, sostenuto dal recente taglio dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, accompagnato però da dichiarazioni prudenti del presidente Jerome Powell, che ha lasciato intendere l’assenza di ulteriori riduzioni nel breve periodo. Questa posizione “hawkish” ha rafforzato il biglietto verde sui mercati.
Sul fronte europeo, la Banca Centrale Europea continua a bilanciare un’inflazione in progressivo rientro con una crescita economica ancora anemica. La fiducia degli investitori rimane contenuta e ciò limita la capacità dell’euro di recuperare terreno. Danske Bank, nel suo ultimo outlook, definisce il cambio “tatticamente ribassista ma strategicamente rialzista”, prevedendo quindi pressioni a breve ma potenziali margini di apprezzamento nel medio periodo.
Analisi tecnica
Sul piano tecnico, il cambio ha violato la media mobile a 50 giorni e ha rotto al ribasso una figura triangolare simmetrica, confermando la perdita di momentum rialzista. I livelli tecnici chiave da osservare sono:
– Supporti: 1,1535 (minimo recente) e 1,1400 (target ribassista successivo)
– Resistenze: 1,1625 (massimo di breve periodo) e area 1,1650-1,1670 (zona di congestione superiore)
Finché la coppia rimane sotto 1,1625, la struttura tecnica favorisce un’estensione del movimento discendente. Il ritorno sopra tale livello rappresenterebbe invece un primo segnale di inversione, con possibilità di risalita verso 1,17.
Prospettive a breve e medio termine
Nel breve periodo, prevale una visione ribassista: la forza del dollaro, sostenuta da dati macro positivi e dall’atteggiamento prudente della Fed, potrebbe spingere l’EUR/USD verso 1,1400.
Nel medio termine, tuttavia, un miglioramento dei dati europei o un rallentamento dell’economia statunitense potrebbero offrire spazio a un recupero dell’euro, riportando la coppia verso 1,1625-1,1650.
Conclusione
Il cambio EUR/USD si trova in una fase cruciale di consolidamento sotto pressione ribassista. Il contesto macro favorisce ancora il dollaro, ma le prospettive di medio periodo restano più equilibrate. Gli investitori guardano ora ai prossimi dati economici statunitensi e alle dichiarazioni della BCE per valutare le possibili direzioni future di un mercato che, al momento, appare tatticamente debole ma strategicamente aperto a una graduale ripresa dell’euro.