Euro-dollaro: Euro sotto pressione, dollaro in ripresa

Notizie e contesto macroeconomico

La Banca Centrale Europea (ECB) ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse per la terza riunione consecutiva, segnalando che non vi sono al momento motivi per un allentamento monetario. La decisione riflette un’inflazione europea che si sta raffreddando gradualmente, ma non ancora al punto da permettere un cambio di rotta.

Dall’altra parte dell’Atlantico, la Federal Reserve mantiene un tono prudente ma ancora orientato al contenimento dell’inflazione, con il mercato che esclude un taglio dei tassi nel meeting di dicembre. Questo scenario continua a sostenere il dollaro USA, che beneficia anche dei flussi di fine mese e di una generale preferenza per asset rifugio.

Nel frattempo, i dati macro europei in uscita oggi — inflazione preliminare dell’Eurozona, vendite al dettaglio in Germania e Svizzera — difficilmente cambieranno il quadro generale, dominato dalla divergenza di politiche tra ECB e Fed.

Sintesi macro: l’euro resta debole per mancanza di spinta interna, mentre il dollaro trova sostegno da rendimenti elevati e politica monetaria più restrittiva.

Analisi tecnica EUR/USD

Situazione attuale:

Il cambio si muove in un canale discendente nel breve-medio periodo, confermando una struttura ribassista che dura ormai da fine settembre.

Livelli chiave:

Supporto immediato: 1,1550 — livello già testato più volte questa settimana.

Supporti successivi: 1,1475 e 1,1325 in caso di ulteriore pressione.

Resistenze: 1,1620-1,1645 (zona di ritracciamento chiave), successivamente 1,1685.

Indicatori tecnici:

RSI (14): intorno a 36, in area di ipervenduto ma senza segnali concreti di inversione.

Medie mobili: tutte le principali (MA 20, 50, 100, 200) restano orientate al ribasso → segnale complessivo “Strong Sell” su base giornaliera (fonte: Investing.com).

Momentum: negativo ma con possibilità di rimbalzo tecnico se il supporto 1,1550 regge.

Scenari possibili

Scenario base: lateralità ribassista; il cambio resta sotto pressione, ma con possibili rimbalzi tecnici verso 1,1620.

Scenario ribassista (più probabile): rottura decisa di 1,1550 aprirebbe la strada a 1,1475, poi 1,1325.

Scenario rialzista (meno probabile): solo un superamento stabile di 1,1645 potrebbe aprire spazio a un test di 1,1685.

Nel breve termine, i movimenti saranno guidati dai dati macro europei e dal tono dei discorsi dei funzionari Fed. Nel medio periodo, finché la divergenza tra ECB e Fed rimane, l’EUR/USD è destinato a restare in un trend ribassista.

Conclusione

Il 31 ottobre 2025 l’EUR/USD si conferma in fase fragile: l’assenza di segnali espansivi da parte della BCE e la forza del dollaro limitano qualsiasi tentativo di rimbalzo.

Il quadro tecnico resta orientato al ribasso, con area 1,1550 come spartiacque tra una possibile stabilizzazione e una nuova gamba discendente.

In sintesi: prudenza per i trader — il mercato potrebbe consolidare nel breve, ma il trend dominante resta ribassista finché non cambierà la narrativa macro tra Europa e Stati Uniti.

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