Il metallo giallo apre la settimana del 27 ottobre 2025 con una fase di leggera correzione dopo i nuovi massimi storici toccati a inizio mese sopra quota 4.300 $/oz. Il contesto generale resta però positivamente orientato, sostenuto da una combinazione di fattori macroeconomici, istituzionali e di domanda reale.
Scenario fondamentale
Sul fronte delle notizie, la London Bullion Market Association (LBMA) ha annunciato che entro il 2027 tutte le raffinerie accreditate dovranno partecipare al nuovo “Gold Bar Integrity Database”, volto a tracciare la provenienza dei lingotti e garantire maggiore trasparenza nel mercato fisico dell’oro. Questo passo è visto come un possibile sostegno strutturale al valore dell’oro, rafforzandone la credibilità e la domanda a lungo termine.
Nel breve, tuttavia, si osservano prese di profitto nei principali mercati asiatici: in India, i future sull’oro (scadenza dicembre) quotati al MCX segnano un −0,9%, segno che alcuni investitori stanno consolidando i guadagni dopo il recente rally.
Parallelamente, Goldman Sachs ha ribadito la propria view rialzista di lungo periodo, con un target stimato a 4.900 $/oz entro fine 2026, citando acquisti record da parte delle banche centrali e l’aumento della domanda istituzionale come principali driver.
Analisi tecnica XAU/USD
Dopo il forte slancio rialzista che ha portato il prezzo dell’oro oltre i 4.300 $, il mercato mostra segni di consolidamento. Gli analisti individuano un solido supporto dinamico in area 4.000 $, dove molti compratori stanno difendendo le posizioni.
Supporti chiave: 4.000 $ (primario), 3.950 $ (secondario).
Resistenze: 4.300 $-4.380 $ (zona di congestione), con estensioni potenziali fino a 4.500 $.
Scenario base: possibile lateralità tra 4.100 $ e 4.350 $ prima di un nuovo breakout direzionale.
Dal punto di vista tecnico, la tendenza di fondo rimane rialzista: le medie mobili di medio periodo restano inclinate verso l’alto, mentre l’RSI si mantiene in zona neutro-alta, segnalando una correzione fisiologica piuttosto che un’inversione.
Prospettive e strategia operativa
Nel breve termine, il mercato potrebbe rimanere volatile in attesa delle nuove decisioni della Federal Reserve, che secondo gli analisti potrebbe attuare ulteriori tagli dei tassi nel 2026. Tale scenario manterrebbe la pressione sul dollaro e favorirebbe ulteriori flussi verso l’oro.
Una possibile strategia di medio periodo è accumulare posizioni su ritracciamenti verso i 4.000 $, con stop prudente sotto i 3.950 $ e target tra 4.400 $-4.500 $. La rottura decisa del supporto principale, invece, aprirebbe spazio a un pull-back più profondo verso 3.900 $.
Conclusione
L’oro si conferma come uno degli asset più solidi del 2025: la combinazione di politiche monetarie accomodanti, rischi geopolitici elevati e domanda istituzionale crescente continua a fornire sostegno strutturale ai prezzi.
Nonostante il rallentamento di breve, il trend di fondo resta chiaramente rialzista, con gli operatori che guardano ai 4.500 $ come prossimo obiettivo tecnico e psicologico.