Il mercato dell’oro attraversa una fase di pausa dopo la corsa impressionante che lo ha portato a toccare nuovi massimi storici. Nella giornata di oggi, 23 ottobre 2025, il prezzo spot dell’oro (XAU/USD) si attesta intorno a 4.089 USD l’oncia, in lieve calo di circa lo 0,1%, mentre i futures con scadenza dicembre oscillano sui 4.105 USD. Il movimento riflette un rafforzamento del dollaro USA e un atteggiamento prudente degli investitori in vista della pubblicazione, prevista per venerdì, dei nuovi dati sull’inflazione statunitense (CPI).
Negli ultimi giorni, l’oro ha arretrato dai massimi record di 4.381 USD/oz, toccati a metà ottobre, complice un mix di prese di profitto e riduzione della domanda fisica da parte di Cina e India. Tuttavia, le prospettive di lungo periodo restano costruttive: banche come Goldman Sachs mantengono un’impostazione rialzista, con target di prezzo a 12-18 mesi intorno ai 4.900 USD/oz, sostenuti da attese di tagli dei tassi USA, rallentamento economico globale e acquisti continui da parte delle banche centrali.
Contesto fondamentale
Dopo mesi di “FOMO” (fear of missing out) e forte speculazione, il mercato è entrato in una fase di riequilibrio. Secondo Reuters, la nuova dinamica è dominata da vendite da margin call e da un dollaro più robusto, che hanno temporaneamente ridotto l’appeal dell’oro come bene rifugio.
Nonostante ciò, la struttura di fondo rimane solida: l’oro continua a beneficiare della ricerca di sicurezza in un contesto di instabilità geopolitica, di rallentamento del credito e di timori per la crescita mondiale.
Analisi tecnica
Dal punto di vista tecnico, XAU/USD si mantiene in un trend primario rialzista, ma mostra segni di ipercomprato e di correzione a breve termine. L’indicatore RSI a 14 giorni rimane alto (circa 78), segnalando eccesso di slancio dopo l’ascesa quasi verticale delle ultime settimane.
I principali livelli tecnici da monitorare sono:
Supporti: 4.000 USD (chiave psicologica e tecnica), poi 3.945-3.845 USD in estensione.
Resistenze: 4.160-4.185 USD (zona di distribuzione recente) e, in caso di breakout, 4.400-4.600 USD.
Finché il prezzo rimane sopra i 4.000 USD, lo scenario medio-termine resta costruttivo, con possibilità di ripresa verso i massimi. Viceversa, una rottura decisa sotto tale livello potrebbe aprire spazio a una correzione più profonda verso 3.850-3.700 USD.
Scenari operativi
Rialzista (principale): mantenimento sopra 4.000 USD e superamento di 4.185 USD potrebbero rilanciare il trend verso nuovi massimi.
Neutrale/correttivo: consolidamento tra 3.950 e 4.150 USD, in attesa di nuovi catalizzatori macro.
Ribassista (alternativo): rottura sotto 4.000 USD con incremento dei volumi di vendita, target 3.850 USD e, in estensione, 3.700 USD.
Fattori di rischio
I principali elementi di rischio nel breve periodo includono:
Un dollaro in ulteriore rafforzamento o un rialzo dei rendimenti reali USA.
Dati sull’inflazione USA superiori alle attese, che potrebbero rinviare i tagli dei tassi da parte della Fed.
Un indebolimento della domanda fisica globale e degli acquisti istituzionali.
Conclusione
L’oro resta un asset strategico in portafoglio per la sua funzione di copertura e stabilità. Tuttavia, dopo l’impetuosa salita del 2025, è naturale assistere a una fase di consolidamento e riassorbimento dell’eccesso tecnico. Finché il supporto dei 4.000 USD rimane intatto, il trend rialzista di fondo non è in discussione; al contrario, un cedimento di tale livello potrebbe innescare una correzione più profonda prima di un nuovo slancio verso l’alto.