Il 3 ottobre 2025 si conferma una giornata significativa per i mercati, con l’oro (XAU/USD) protagonista assoluto. Le quotazioni del metallo prezioso restano vicine ai massimi storici, sospinte da una combinazione di fattori macroeconomici e geopolitici. L’oro è sulla buona strada per registrare la settima settimana consecutiva di rialzo, sostenuto principalmente dalle aspettative di tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve e dai timori legati a un possibile blocco del governo federale statunitense (shutdown).
Il prezzo spot dell’oro ha recentemente toccato quota 3.896 USD/oz, mentre i futures con scadenza dicembre si sono attestati intorno ai 3.882 USD. Tuttavia, la giornata ha visto anche alcuni ribassi temporanei, dovuti al rafforzamento del dollaro USA e a prese di profitto da parte degli investitori dopo il rally delle scorse settimane.
Sul fronte geopolitico, desta preoccupazione l’incidente avvenuto a Monaco di Baviera, dove avvistamenti di droni hanno causato la chiusura parziale dello spazio aereo e il dirottamento di alcuni voli. L’episodio alimenta ulteriormente il clima d’incertezza in Europa, già provato dalle tensioni tra NATO e Russia.
A rafforzare le prospettive rialziste per il metallo, UBS ha rivisto al rialzo il target per il prezzo dell’oro a 3.800 USD/oz entro la fine del 2025, citando una crescente domanda da parte di banche centrali e investitori istituzionali.
Gli analisti segnalano una fase di consolidamento dell’oro vicino ai massimi, ma la tendenza di fondo resta chiaramente rialzista, soprattutto se la Federal Reserve confermerà l’allentamento della politica monetaria e il dollaro dovesse iniziare a indebolirsi.
In sintesi, l’oro continua a svolgere il suo tradizionale ruolo di bene rifugio, attrattivo in un contesto di instabilità politica, tensioni geopolitiche e politiche monetarie accomodanti.