Il panorama delle criptovalute al 3 ottobre 2025 si presenta complesso, sospeso tra decisioni normative rinviate, nuove pressioni fiscali e segnali tecnici contrastanti.
Negli Stati Uniti, la SEC ha posticipato le decisioni su diversi ETF cripto, inclusi quelli legati a Bitcoin, Ethereum, Solana, XRP e Dogecoin. Questo continuo rinvio mantiene gli investitori in una fase di incertezza, bloccando parte del potenziale afflusso di capitali istituzionali nel settore.
In Italia, l’attenzione è rivolta all’aumento della pressione fiscale: il governo ha proposto di alzare l’aliquota sulle plusvalenze da criptovalute dal 26 % al 42 %, una mossa che potrebbe allontanare gli investitori retail e frenare ulteriormente l’adozione. Parallelamente, i dati dell’OAM mostrano una diminuzione del 20 % degli utenti attivi e un calo nel valore detenuto in cripto, segnale di raffreddamento dell’interesse nel mercato italiano.
Sul fronte normativo, il governo italiano lavora per allinearsi al regolamento europeo MiCAR, con un confronto in corso tra Consob e Banca d’Italia per stabilire le rispettive competenze nella supervisione del settore.
Intanto, i mercati restano volatili. Bitcoin (BTC) è scambiato intorno ai 119.700 USD, mentre Ethereum (ETH) si attesta sui 4.460 USD. A livello tecnico, Bitcoin mostra supporti solidi tra 100.000 e 110.000 USD, ma deve superare la resistenza dei 125.000–130.000 USD per confermare un trend rialzista. Ethereum, invece, trova sostegno nell’area dei 3.500–4.000 USD, con un’eventuale rottura dei 5.200 USD che potrebbe aprire a ulteriori rialzi.
Nel complesso, il settore è in fase di transizione, con l’incertezza normativa e fiscale che frena l’entusiasmo, mentre l’analisi tecnica suggerisce cautela ma anche potenziali opportunità, soprattutto per chi sa muoversi tra volatilità e livelli chiave di prezzo.