Il prezzo dell’oro ha raggiunto un nuovo massimo storico, toccando quota $3.711,55/oncia, spinto da una combinazione di fattori macroeconomici e geopolitici. La recente riduzione dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve e la crescente aspettativa di ulteriori tagli hanno alimentato la domanda di beni rifugio come il metallo prezioso. Inoltre, l’indebolimento del dollaro USA, le incertezze economiche globali e l’aumento degli acquisti da parte delle banche centrali hanno contribuito al rally.
Grandi banche come Citi e UBS hanno rivisto al rialzo le loro previsioni per l’oro, indicandolo come potenziale vincitore nei prossimi mesi in un contesto di rallentamento economico e tensioni fiscali negli Stati Uniti.
Analisi Tecnica
Il trend di fondo è fortemente rialzista, con il prezzo ben sopra le medie mobili chiave (50‑, 100‑, 200‑periodi). Il momentum rimane positivo, anche se alcuni indicatori come RSI suggeriscono una possibile fase di consolidamento a causa di condizioni di ipercomprato.
Livelli tecnici da monitorare:
Resistenza principale: ~$3.750‑$3.800 – Un breakout potrebbe portare il prezzo verso i $3.900-$4.000.
Supporti chiave: ~$3.650 (intermedio) e ~$3.500 (psicologico/lungo termine). Una rottura sotto questi livelli potrebbe indicare l’inizio di una correzione più profonda.
Scenari possibili:
Rialzista: Ulteriori tagli della Fed e debolezza del dollaro potrebbero spingere l’oro verso nuovi record.
Correttivo: Dati macro positivi dagli USA o una Fed più aggressiva potrebbero innescare prese di profitto, con ritorni verso i $3.600‑3.650.
In attesa dei prossimi dati sull’inflazione USA (indice PCE core) e dei discorsi dei membri della Fed, il mercato rimane altamente reattivo e volatile. Gli investitori dovranno bilanciare le aspettative di politica monetaria con la realtà economica per orientare le proprie strategie.