Il cambio EUR/USD si mantiene stabile in area 1.1730, con un’impostazione tecnica moderatamente rialzista, ma ancora contenuta da alcune resistenze chiave. I mercati valutano attentamente l’evoluzione delle politiche monetarie di BCE e Federal Reserve, nonché i dati macroeconomici più recenti.
Sul fronte europeo, la BCE ha mantenuto i tassi invariati, sottolineando una previsione d’inflazione in calo e una crescita contenuta. Secondo un recente sondaggio interno, l’inflazione potrebbe scendere sotto il 2% entro il 2026, rafforzando le aspettative che non ci saranno ulteriori strette monetarie. Tuttavia, il rafforzamento dell’euro potrebbe complicare il quadro, spingendo l’inflazione ancora più in basso attraverso importazioni più economiche.
Negli Stati Uniti, la Federal Reserve appare più cauta: sebbene resti vigile sull’inflazione, iniziano a emergere segnali di un orientamento più accomodante nel medio termine. Il differenziale tra i rendimenti dei titoli di stato USA e quelli europei si sta riducendo, contribuendo a indebolire il dollaro.
Dal punto di vista tecnico, il cambio mostra un trend neutro-leggermente rialzista. Le resistenze principali si collocano tra 1.1788 e 1.1829: una rottura convincente di questi livelli potrebbe aprire la strada verso 1.19–1.20. Al ribasso, i supporti chiave sono posizionati a 1.1670 e 1.1630: una rottura sotto questi livelli potrebbe portare a ulteriori correzioni.
Indicatori come MACD e RSI mostrano segnali contrastanti, suggerendo che il mercato è in attesa di catalizzatori macroeconomici chiari. La tenuta dei livelli attuali sarà cruciale per determinare la direzione futura del cambio.
In sintesi, EUR/USD resta in fase di consolidamento, ma con potenziale direzionale elevato in base alle prossime mosse di BCE, Fed e dati macro.