Nonostante il breve calo, la struttura tecnica dell’oro rimane decisamente rialzista. Il prezzo si muove all’interno di un canale ascendente ben definito, con supporti solidi tra $3.600 e $3.650, che hanno storicamente attirato acquirenti. Il sentiment di fondo è sostenuto da flussi positivi verso ETF, acquisti da parte di banche centrali, e previsioni ottimistiche da parte di istituzioni finanziarie: UBS, ad esempio, ha rivisto al rialzo il target a $3.800 entro fine anno.
Dal punto di vista tecnico, l’RSI mostra condizioni di “ipercomprato”, segnalando una possibile fase di consolidamento. Tuttavia, un breakout netto sopra $3.700 potrebbe aprire la strada verso i livelli di $3.740 e $3.800. Al contrario, la rottura decisa del supporto a $3.600 potrebbe aprire spazi verso i $3.550 o addirittura $3.500, in caso di sorprese hawkish dalla Fed o di un rafforzamento eccessivo del dollaro.
In sintesi, il mercato dell’oro resta forte, ma tecnicamente maturo per un possibile consolidamento a breve. L’attenzione è ora rivolta ai prossimi dati macroeconomici statunitensi e alla direzione futura della politica monetaria.