Il cambio EUR/USD mostra segnali di consolidamento in un contesto macroeconomico globale incerto. La notizia più rilevante è stata il taglio dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve di 25 punti base. Il presidente Powell ha però mantenuto un tono cauto, segnalando che si tratta di un’azione preventiva piuttosto che dell’inizio di una fase espansiva aggressiva. Il dollaro USA ha inizialmente perso terreno, ma ha poi recuperato parzialmente, riflettendo la prudenza degli investitori su eventuali tagli futuri.
In Europa, la BCE ha mantenuto i tassi invariati, con un’inflazione in discesa e una crescita economica debole. Questa divergenza tra Fed e BCE ha favorito una moderata forza dell’euro, anche se senza slancio deciso.
Analisi tecnica EUR/USD
Trend: Attualmente rialzista moderato ma all’interno di una fase di compressione.
Resistenze: 1,1750–1,1780 (prima barriera chiave), seguite da 1,1820–1,1900 in caso di break deciso.
Supporti: 1,1700–1,1630 (zona di difesa), con estensione verso 1,1570 se il dollaro dovesse rafforzarsi.
Indicatori tecnici: RSI in territorio positivo ma non estremo, supportando potenziali allunghi. Volatilità in crescita, utile per breakout ma con rischio di falsi segnali.
Pattern grafici: Possibile triangolo di compressione tra 1,1600 e 1,1750, pronto a una rottura direzionale nei prossimi giorni.
Scenari possibili
Rialzista: Ulteriore indebolimento del dollaro potrebbe spingere il cross verso 1,1820–1,1900.
Laterale: Probabile consolidamento nel range 1,1700–1,1780 in attesa di nuovi dati macro.
Ribassista: Dati USA forti o toni più hawkish dalla Fed potrebbero spingere l’euro al ribasso, con target sotto 1,1630.
In sintesi, EUR/USD si trova in una fase cruciale, influenzato dalla divergenza tra le banche centrali e da una crescente incertezza macro. I prossimi movimenti dipenderanno dai dati economici USA e dalle prospettive sui tassi nei due blocchi.