Rottura rialzista in vista di 1,200

Il cambio EUR/USD mostra un forte slancio rialzista nella seduta del 10 settembre 2025, con il mercato che si mantiene sopra quota 1,1700 dopo un rialzo prolungato e segnali tecnici positivi. Il movimento è alimentato da una combinazione di debolezza del dollaro USA e miglioramento del sentiment sull’euro, in attesa di ulteriori sviluppi dalle banche centrali.

Contesto Fondamentale

Dollaro sotto pressione: I recenti dati deludenti sul mercato del lavoro USA hanno rafforzato le aspettative di tagli ai tassi da parte della Fed, riducendo l’attrattività del dollaro.

Euro sostenuto: La BCE mantiene un approccio più prudente sul fronte dei tassi, sostenendo l’euro. Inoltre, l’euro beneficia della stabilità politica interna, nonostante alcune tensioni geopolitiche (Qatar, Francia).

Geopolitica e incertezza: Le tensioni in Medio Oriente e la volatilità politica europea rimangono elementi da monitorare, ma non stanno ostacolando l’attuale trend rialzista.

Analisi Tecnica

Il cambio ha confermato un breakout rialzista sopra la trendline discendente avviata a luglio, toccando un massimo intraday di 1,1778.

La struttura grafica mostra un pattern “spalla-testa-spalla inverso” con target potenziale a 1,200, se la rottura sarà confermata con volumi.

Indicatori chiave:

RSI sopra 69 (in zona di forza ma vicino a ipercomprato)

MACD e ADX segnalano trend in rafforzamento

Medie mobili da 5 a 200 giorni tutte in modalità Buy

Zone tecniche rilevanti:

Supporti: 1,1700 – 1,1650 – 1,1590

Resistenze: 1,1780 – 1,1860 – 1,2000

Strategia Operativa Suggerita

Tipo di operazione Punto d’ingresso Target Stop-loss

Long (con trend) 1,1640 1,1820 → 1,2000 1,1580

Long (su breakout) Sopra 1,1780 Estensione fino a 1,200 Pullback

Short (speculativo) 1,1810–1,1860 1,1600 1,1880

Conclusione

Il trend attuale rimane chiaramente rialzista, spinto dal contesto macroeconomico favorevole alla moneta unica e da segnali tecnici coerenti. La soglia psicologica di 1,200 rappresenta un possibile obiettivo nelle prossime sessioni, purché non si verifichino sorprese da parte della Fed o della BCE.

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