In data 10 settembre 2025, il contesto globale è segnato da forti tensioni geopolitiche e sviluppi strategici, con ripercussioni anche sui mercati finanziari, in particolare sul prezzo dell’oro (XAU/USD).
Sul fronte internazionale, il Segretario di Stato USA Antony Blinken e il Ministro degli Esteri britannico David Lammy si sono recati a Kiev per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Obiettivo principale: rafforzare il sostegno militare, economico e democratico all’Ucraina. La visita è parte di un più ampio tour diplomatico che prevede anche una tappa in Polonia. Intanto, Francia, Germania e Regno Unito hanno annunciato nuove sanzioni contro l’Iran, accusato di fornire missili alla Russia.
In ambito normativo, l’UNI ha avviato una consultazione pubblica su sette nuovi progetti di norma riguardanti edilizia, nuove tecnologie, certificazione di sistemi (inclusa l’intelligenza artificiale), sicurezza e distribuzione del gas.
Dal punto di vista tecnico-finanziario, l’oro conferma la sua funzione di bene rifugio in un contesto globale incerto. La quotazione spot è attorno ai $3.558, con un massimo storico recente di $3.606 toccato il 4 settembre. Le analisi indicano un trend rialzista di medio-lungo termine, supportato da attese di tagli dei tassi d’interesse e da preoccupazioni legate alla politica monetaria della Federal Reserve.
I livelli tecnici chiave includono:
Supporto tra $3.537 e $3.545
Resistenza tra $3.552 e $3.560
Target rialzista: $3.700 entro fine mese, con possibili estensioni a $4.000 entro fine anno e, in casi estremi, fino a $5.000 nel 2026.
Gli indicatori tecnici (RSI, MACD, medie mobili) suggeriscono una possibile fase di consolidamento nel breve periodo, ma confermano un’impostazione costruttiva nel lungo termine.
In sintesi, il 10 settembre si conferma una giornata cruciale sul piano geopolitico e finanziario, con l’oro che consolida la sua posizione di asset difensivo in un clima globale di crescente incertezza.