Il cambio EUR/USD continua a guadagnare terreno in un contesto macroeconomico incerto ma favorevole alla moneta unica. Il prezzo si attesta intorno a 1,1668, in leggero rialzo giornaliero (+0,15 %), sostenuto dal calo dei rendimenti obbligazionari USA e dall’aspettativa di un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nella prossima riunione di settembre.
Sui mercati globali, la giornata è segnata da un clima di ottimismo: le borse asiatiche seguono Wall Street in rialzo, mentre il dollaro si mostra più debole dopo una settimana volatile. L’attenzione resta alta in vista della pubblicazione dei dati sull’occupazione statunitense, considerati cruciali per orientare la politica monetaria della Fed.
Analisi Tecnica – Trend Positivo, ma Occhio all’Ipercomprato
Le principali piattaforme di analisi tecnica (Investing.com – versioni UK e Nigeria) segnalano un “Strong Buy” sul cambio EUR/USD. Gli indicatori chiave (RSI tra 60 e 62, MACD positivo, medie mobili da MA5 a MA200) confermano un trend rialzista consolidato. Tuttavia, alcuni oscillatori – come lo Stochastic RSI e il Williams %R – evidenziano una possibile condizione di ipercomprato, che potrebbe preludere a una pausa o a un pullback tecnico nel breve termine.
Una visione più prudente emerge da fonti come TipRanks, che suggerisce uno scenario di “Hold”, segnalando segnali contrastanti tra breve e lungo termine.
Conclusione
Il quadro tecnico di breve termine per EUR/USD è favorevole ai rialzisti, ma la presenza di segnali di surriscaldamento e l’incognita dei dati sul mercato del lavoro USA suggeriscono cautela. Eventuali sorprese positive nei Non-Farm Payrolls potrebbero rafforzare il dollaro e invertire temporaneamente il trend.
Strategia suggerita:
Per chi opera long: monitorare eventuali breakout o ritracciamenti verso supporti tecnici.
Per un approccio più cauto: attendere il consolidamento post-dati macro per evitare ingressi a mercato in area ipercomprata.
Resta fondamentale tenere d’occhio gli sviluppi macro delle prossime ore, con particolare attenzione alle mosse della Fed e alla reazione del mercato ai dati sull’occupazione USA.