La coppia EUR/USD apre il mese di settembre sopra quota 1.1710, mostrando segnali misti tra analisi tecnica e contesto macroeconomico. Dopo i segnali emersi dal simposio di Jackson Hole, gli investitori restano in attesa di dati chiave dagli Stati Uniti (tra cui ISM e non-farm payrolls) che potrebbero influenzare sia la direzione del dollaro che la politica monetaria della Fed, prevista in riunione il 17 settembre.
Sul piano tecnico, EUR/USD si muove ancora all’interno di un range definito tra 1.1590 e 1.1730. La resistenza chiave resta a 1.1730, mentre i supporti si collocano a 1.1630 e 1.1580. Secondo DailyForex, il trend è neutrale con leggera inclinazione rialzista, supportato da un RSI a 53 e un MACD in territorio positivo. Tuttavia, gli indicatori tecnici di Investing.com mostrano una prevalenza di segnali di vendita (Strong Sell), controbilanciati da segnali più ottimistici dalle medie mobili (Buy).
Operativamente, il mercato suggerisce due scenari: acquisti da 1.1590 con target a 1.1800 in caso di dati USA deboli, oppure vendite da 1.1755 con target a 1.1600 se la resistenza si confermerà invalicabile. L’incertezza sul dollaro – spinto verso il basso dalle aspettative di un taglio dei tassi – rende il quadro favorevole a un potenziale breakout rialzista nel medio termine, anche se la trendline discendente iniziata ad agosto resta ancora valida.
In sintesi, il sentiment rimane misto: i dati fondamentali supportano una ripresa dell’euro, mentre l’analisi tecnica invita alla cautela. L’area 1.1590–1.1600 rappresenta una possibile zona di ingresso long, mentre 1.1730–1.1750 è il livello chiave per valutare prese di profitto o entrate short.