Il prezzo dell’oro si mantiene su livelli elevati, attorno a 3 384 USD/oncia, con una leggera flessione odierna causata dal rafforzamento del dollaro USA. Tuttavia, le tensioni politiche negli Stati Uniti, in particolare la minaccia dell’ex Presidente Trump di rimuovere una governatrice della Fed, hanno limitato le perdite grazie al ritorno dell’oro come bene rifugio.
I mercati sono in attesa dei dati PCE di venerdì, indicatore chiave per la Federal Reserve in ottica inflazionistica. Le aspettative di un taglio dei tassi a settembre restano alte (87 %), fattore che potrebbe dare ulteriore slancio all’oro.
Sul piano tecnico, il quadro resta marcatamente rialzista. Gli indicatori come RSI, MACD e medie mobili suggeriscono un trend positivo. Le principali resistenze da monitorare si trovano a 3 400 USD, 3 435 USD, e in caso di breakout, il massimo storico attorno a 3 500 USD. I supporti chiave si trovano a 3 324 USD e più in basso a 3 242 USD.
RBC Capital Markets, pur definendo l’oro “sopravvalutato” in base ai fondamentali tradizionali, mantiene un’impostazione bullish: prevede prezzi fino a 3 722 USD entro fine 2025 e fino a 3 813 USD entro il 2026, grazie al ruolo difensivo dell’oro nei momenti di incertezza economica e politica.
Livelli tecnici principali
Resistenze: 3 400 – 3 435 – 3 500 USD
Supporti: 3 324 – 3 242 USD
Tendenza attuale: Rialzista (bullish)
Prossimo catalizzatore: Dati PCE USA – Venerdì