Oro vicino ai $ 3.400 spinto da incertezze sulla Fed e attese sul dato PCE

Il prezzo dell’oro (XAU/USD) continua la sua fase rialzista, raggiungendo i massimi di due settimane attorno ai $3.387 l’oncia, sostenuto da crescenti timori sull’indipendenza della Federal Reserve dopo la rimozione della governatrice Lisa Cook da parte del presidente Trump. A questo si aggiungono le aspettative per un possibile taglio dei tassi a settembre, che mantengono alto l’interesse per l’oro come bene rifugio.

I mercati attendono ora con attenzione il dato PCE, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed, che sarà determinante per le future mosse di politica monetaria. Un valore sopra le attese potrebbe rafforzare il dollaro e pesare sull’oro; al contrario, un PCE debole rafforzerebbe lo scenario di taglio dei tassi e quindi il metallo prezioso.

Dal punto di vista tecnico, l’oro resta ben sostenuto sopra i $3.370 con un RSI positivo e un trend rialzista intatto. La resistenza chiave è posta a $3.400: un break deciso aprirebbe spazio verso nuovi massimi, come quello del 23 luglio a $3.439. Al ribasso, i supporti principali si collocano a $3.350 e $3.325.

In sintesi, l’oro mantiene uno slancio positivo, ma la direzione futura dipenderà in larga parte dai prossimi dati macroeconomici USA.

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