L’oro ha raggiunto un picco di $3.390, sostenuto da una serie di fattori macroeconomici e geopolitici, tra cui:
Aspettative di tagli ai tassi da parte della Fed, con un primo possibile taglio di 25 punti base atteso a settembre;
Nuovi dazi statunitensi, in vigore dal 7 agosto, con una media del 18,3%, il livello più alto dal 1934;
Pressioni politiche sulla Fed, accentuate dalle dimissioni della governatrice Kugler, che danno a Trump l’opportunità di influenzare la futura leadership dell’istituto;
Dati macro deboli, tra cui il rallentamento del PMI servizi (sceso a 50,1 contro attese di 51,5) e la persistente debolezza del mercato del lavoro.
Nonostante ciò, il rafforzamento del dollaro e dei rendimenti dei Treasury ha limitato la corsa dell’oro, che ora si consolida sotto i $3.380.
Analisi tecnica:
Superate le medie mobili a 50 ($3.343) e 20 giorni ($3.350);
La resistenza chiave è a $3.438 (massimo del 23 luglio);
Un ritorno sotto i $3.350 potrebbe aprire la strada a un calo verso i $3.300;
Obiettivo rialzista: il massimo del 16 giugno a $3.452.
Conclusione: Il contesto economico e politico sostiene il trend dell’oro, ma servono ulteriori conferme tecniche per proseguire il rally.