Euro-dollaro: resistenza a 1,16

Il cambio EUR/USD oggi si attesta attorno a 1,158, in leggero rialzo dopo una settimana positiva. Il mercato sta valutando l’ipotesi di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre, spinto da dati deboli sul mercato del lavoro statunitense e una dinamica inflattiva più contenuta. Questo ha messo sotto pressione il dollaro e favorito l’euro.

L’EUR/USD ha mostrato segni di consolidamento, restando in un canale laterale stretto. Tuttavia, un breakout sopra quota 1,1600 potrebbe spingere i prezzi verso i prossimi target a 1,1640 e 1,1700. Al contrario, una rottura sotto il supporto di 1,1520 potrebbe innescare un ritracciamento fino a 1,1400.

L’incertezza politica negli USA, la possibilità di un allentamento monetario e tensioni commerciali con l’UE (legate a nuove tariffe doganali) influenzano il sentiment. La BCE, invece, mantiene una posizione più stabile, rafforzando la percezione di un euro più solido nel medio termine.

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HSBC: 1,20 entro fine 2025

Berenberg: possibile salita fino a 1,50 nei prossimi 5 anni

Altre banche, tra cui Wells Fargo e FXStreet, prevedono invece un ritorno verso 1,00–1,03, se il dollaro dovesse rafforzarsi.

Nel breve termine, il cambio EUR/USD mostra un potenziale moderatamente rialzista, ma resta sensibile ai dati macro USA e alle decisioni della Fed. A medio-lungo termine, molti analisti vedono spazio per un rafforzamento dell’euro, con previsioni che puntano fino a 1,25–1,50 nel giro di uno o più anni, a seconda dell’evoluzione delle politiche monetarie e fiscali.

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