Il prezzo dell’oro resta sotto i $3.300, penalizzato dalla forza del dollaro (indice tornato a quota 100). Tuttavia, le tensioni commerciali alimentate da Trump – tra cui un possibile dazio minimo del 10% per i paesi senza accordi commerciali, e aumenti di dazi per Canada (dal 25% al 35%) e Messico (proroga di 90 giorni) – potrebbero sostenere la domanda di oro come bene rifugio.
Oggi l’attenzione è rivolta ai dati USA sull’occupazione di luglio (previsti 108.000 nuovi posti e disoccupazione in aumento al 4,2%) e agli indici PMI, ISM e fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.
Analisi tecnica:
Gli indicatori rimangono negativi: l’oro fatica a superare i $3.300. Una rottura netta sopra questa soglia potrebbe puntare ai $3.325, ma è più probabile una discesa verso il supporto dei $3.275 (SMA a 100 giorni), con rischio di ulteriore calo fino ai $3.248.