Il prezzo dell’oro rimane stabile nonostante le tensioni in Medio Oriente

Gli Stati Uniti hanno bombardato tre siti nucleari in Iran, entrando in guerra al fianco di Israele e causando un’escalation delle tensioni. Nelle prime ore di contrattazioni asiatiche, ciò ha generato un modesto incremento del prezzo dell’oro, che ha sfiorato i $3.400. Tuttavia, il prezzo è poi sceso sotto la precedente chiusura, attestandosi intorno ai $3.360.

I mercati hanno interpretato l’azione militare come un tentativo di risolvere rapidamente il conflitto, anziché prolungarlo, anche alla luce delle dichiarazioni del presidente Trump: “è ora la pace”. Così l’oro è tornato ai livelli della settimana precedente.

L’attenzione ora si sposta sui dati PMI globali S&P di giugno, che potrebbero influenzare dollaro e oro, soprattutto se i dati statunitensi sorprenderanno.

Analisi tecnica:

Gli indicatori tecnici segnalano debolezza: gli oscillatori giornalieri hanno perso forza e quelli orari sono negativi. Il prezzo potrebbe scendere verso il supporto intermedio a $3.323 e poi $3.300. Un recupero sopra $3.375 potrebbe invece riportarlo verso i $3.400.

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