Trump: Imporrò tariffe all’UE ecco cosa accadrà


Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato con i giornalisti nella tarda serata di venerdì, modificando ulteriormente le dichiarazioni rilasciate dal suo stesso personale della Casa Bianca, che avevano anche lo scopo di modificare le notizie secondo cui l’amministrazione Trump avrebbe potuto far slittare i dazi al 1° marzo. 

Il team del Presidente Trump ha ribadito che i dazi su Messico, Canada e Cina inizieranno tutti questo fine settimana, il 1° febbraio.

Lo stesso Donald Trump ha aggiunto ulteriore benzina al fuoco della guerra commerciale, notando che non solo i dazi del 25% sono previsti per il Messico e il Canada, ma anche la Cina riceverà un dazio del 10%. Il Presidente Trump ha poi aggiunto l’Unione Europea alla lista delle lamentele che intende risolvere con le tasse sulle importazioni imposte ai consumatori statunitensi, ma ha aggiunto un’avvertenza: le importazioni di greggio canadese, da cui il settore energetico statunitense dipende in larga misura, saranno soggette a un livello tariffario specifico di solo il 10%.

Le dichiarazioni chiarificatrici del Presidente Trump a giornalisti selezionati sono state alquanto sconclusionate, aggiungendo il Venezuela al mix di Paesi per i quali gli Stati Uniti intendono “fare qualcosa”. Trump ha anche parlato in più punti di un piano di tariffe doganali nei confronti dell’UE, ma i dettagli specifici rimangono scarsi.

L’economia europea potrebbe subire diverse conseguenze negative, tra cui:

 1. Aumento dei costi per le imprese: Le aziende europee che esportano negli Stati Uniti potrebbero trovarsi a dover affrontare costi più elevati per le loro esportazioni, il che potrebbe ridurre la loro competitività sul mercato statunitense. Ciò potrebbe portare a una diminuzione delle vendite, con possibili ripercussioni negative sulle entrate e sui profitti delle aziende.

 2. Settori colpiti: Alcuni settori, come quello automobilistico, aerospaziale, agricolo e tecnologico, potrebbero essere particolarmente vulnerabili. L’industria automobilistica europea, ad esempio, è molto esportatrice negli Stati Uniti e potrebbe essere penalizzata da dazi più elevati. Allo stesso modo, l’agricoltura europea potrebbe subire un colpo a causa di eventuali dazi su prodotti come vino, formaggi, olio d’oliva e altri beni di consumo.

 3. Rallentamento della crescita economica: L’aumento dei dazi potrebbe ridurre il volume di scambi tra l’Europa e gli Stati Uniti, influenzando negativamente la crescita economica. Le esportazioni sono una componente chiave del PIL di molti paesi europei, quindi una diminuzione delle esportazioni potrebbe tradursi in una crescita economica più lenta.

 4. Inflazione: Se le imprese europee che esportano beni negli Stati Uniti dovessero affrontare costi più elevati, potrebbero decidere di trasferire questi costi ai consumatori europei, aumentando i prezzi di alcuni beni. Questo potrebbe innescare un’inflazione interna.

 5. Instabilità politica e incertezze economiche: Le misure protezionistiche potrebbero anche alimentare incertezze politiche ed economiche, sia a livello europeo che globale. Ciò potrebbe scoraggiare gli investimenti e complicare le politiche economiche, specialmente in un contesto di difficoltà economiche preesistenti, come quelle causate dalla pandemia o dalle sfide globali legate all’energia e al cambiamento climatico.

In generale, un’escalation nelle tensioni commerciali tra l’Europa e gli Stati Uniti potrebbe comportare significativi rischi per la stabilità economica europea, con effetti a catena su vari settori e sui consumatori.


Fonte articolo: Ninjabit

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